DIAMOCI UNA MANO

Elezioni comunali 2019 Ferrara

L’impegno è quello iniziato nel Consiglio Comunale di Ferrara e con la presidenza della Commissione Ambiente, Sanità, Servizi alla Persona e Immigrazione. L’impegno concreto è quello di essere a disposizione della comunità di Ferrara
nella quale vivo insieme alla mia famiglia e alla quale cerco
di restituire, almeno in parte, quanto da essa ho ricevuto. L’impegno è quello di ascoltare i bisogni dei concittadini,
e di dare voce soprattutto a coloro che non riescono
a far valere i propri diritti.

La passione è sempre quella di un giovane volontario
della Caritas, che ha abbracciato la causa della difesa delle ragioni dei più deboli. La passione è l’arma con la quale
ho costantemente sollecitato la Pubblica Amministrazione
ad applicare le leggi esistenti, vincendo le tante e troppe resistenze della burocrazia. La passione, con la quale
ho sempre creduto nelle istituzioni al servizio delle persone che chiedono soccorso.

Nel 2014, grazie alla vostra fiducia, abbiamo cominciato insieme un cammino di impegno e passione.
Un cammino fatto di buone idee, utili alla nostra comunità.
Le prossime elezioni comunali rappresentano un passaggio fondamentale: voglio mettere a disposizione la mia esperienza e la mia competenze per il ruolo più importante, quello di Sindaco.
Diamoci una mano.

IL PROGRAMMA

Elezioni comunali 2019 Ferrara

ITALIA IN COMUNE è una forza CIVICA che propone di aggregare gli innumerevoli mondi della comunità locale che vogliono una “Ferrara resiliente, sicura, proattiva di fronte ai cambiamenti, di tutte le persone che si impegnano per un ambiente vivibile e a misura di uomo “. Chi si appresta ad amministrare la città ha un importante compito. Governare al meglio il territorio per la propria comunità, agendo una costante e profonda azione di programmazione delle politiche da attuare e un altrettanto sistematico controllo delle stesse e degli attori a cui sono delegate funzioni (servizi pubblici locali, ecc). All’insegna della innovazione di cui possiamo disporre grazie a una UNIVERSITA’ di eccellenza e di un territorio di eccellenza. È necessario attivare tutte le potenzialità del territorio, grazie anche ad una fitta e produttiva rete di relazioni con i soggetti (mondo economico, produttivo, ordini professionali, UNIFE, scuole, cittadini in associazione, volontariato, cittadini singoli, EU, e altro ancora), nessuno escluso, della comunità.

La città è un sistema, una interconnessione sistematica e sistemica di persone, aggregazioni di persone, spazi, politiche, collaborazioni e tanto altro, tutto finalizzato alla qualità della vita di chi la abita. E le leve del governo, nessuna esclusa, sono in mano alla amministrazione, che agisce per e con i propri cittadini. Crediamo fortemente di poter garantire i nuovi bisogni di rappresentanza dei nostri cittadini, fuori dai tradizionali schemi di partito, favorendo il rapporto 1:1 tra amministratori e cittadino. Il ritorno all’interesse verso la politica e alle scelte amministrative “della” e “per” la propria città, muovono da questa certezza. Le attività e le iniziative di questa forza politica sono create e volute prima di tutto dai cittadini aderenti e successivamente portate avanti dagli eletti.

Alcuni punti di riferimento fondamentali per la politica e i politici, che Italia in Comune ha adottato nella propria carta dei valori:
– amministrare la cosa pubblica impegna a guardare lontano e agire politiche a breve e soprattutto a medio-lungo termine per traguardare gli orizzonti futuri delle giovani generazioni e per rispettare le risorse o i vincoli della sostenibilità ambientale complessivamente intesa;
– promuovere e sostenere lo sviluppo economico e la crescita occupazionale intelligente, sostenibile e inclusiva

Manutenzione sistematica della città che oggi è carente
Ciò che non sta facendo il governo del Paese, vogliamo farlo noi nel nostro ambito locale. Niente sperperi in spesa corrente, fondi destinati agli investimenti per il miglioramento strutturale della città. La città ha bisogno di investimenti per una profonda e radicale manutenzione e riqualificazione. Occorre stanziare fondi per il rifacimento dei marciapiedi, dei vicoli del centro storico, delle strade (di competenza comunale) nelle frazioni del forese, delle aree dismesse, delle aree verdi e dei campetti di calcio per favorire lo sport senza aggravi inutile di spese. Necessita una mappatura puntuale, grazie anche alla interlocuzione con i cittadini che possono segnalare, in maniera oculata, le criticità; grazie anche alla possibilità, fornitaci dalla tecnologia (cellulari, altro) di avere a disposizione una realtà “aumentata”. Sicurezza dei luoghi in cui le persone vivono e si spostano. Manutenzione programmata delle strade e della città in ogni sua parte.

Metteremo a disposizione una pagina web/app per segnalazioni che saranno puntualmente evase. Questo è governo del territorio, in capo al sindaco e giunta. La manutenzione spetta all’amministrazione comunale.

AREA SANITA’, BENESSERE, WELFARE

FOCUS SANITA’

  • promuovere la Medicina del Territorio mettendo a disposizione dell’Azienda Sanitaria Locale in comodato d’uso il proprio patrimonio immobiliare in città ma soprattutto nelle periferie, dove negli ultimi anni si è assistito alla chiusura di molti ambulatori, cosa che già si verifica in molti comuni della Provincia;
  • potenziare l’attività degli Assistenti Sociali migliorandone l’integrazione con l’Assistenza Sanitaria;
  • favorire la diffusione di forme alternative della domiciliarità (RSA, CRA o altre come le Case Famiglia) semplificandone la burocrazia;
  • proporre politiche regionali finalizzate a valorizzare il ruolo del Personale Socio Sanitario che opera all’interno delle suddette strutture della domiciliarità
  • orientare la programmazione regionale verso un disegno integrato e di sistema, che rafforzi il ruolo locale delle AUSL e degli enti locali, nwlla dotazione di strumenti di Governance innovativi adatti al governo della cronicità
  • sollecitare la configurazione di una Rete in grado di governare il territorio
  • promuovere l’adesione agli Stili di Vita, in particolare negli adolescenti, relativamente all’abitudine al fumo, sedentarietà e abbandono dell’attività motoria
  • organizzare Conferenze Territoriali annuali a scopo informativo rivolte alla popolazione

Il programma: l’analisi e le proposte

I problemi che affliggono il Sistema Socio-Sanitario sono molti e gravi, legati da una parte alle ridotte disponibilità economiche, dall’altra alla giusta necessità di realizzare  un welfaredi alto livello.

In un determinato territorio, l’ offerta sanitaria può risultare buona o meno buona in relazione allo standard storico. La si può quindi analizzare osservandone il trendal momento, potendosi riscontrare costanza di rendimento, regressione oppure spinta dinamica al miglioramento.

Anche in paesi che vedono il welfareal centro del proprio progetto sanitario una sagace integrazione tra offerta pubblica e privata resta considerata e sostenuta dalla politica, con atteggiamento di fiducia e azioni pratiche.

Nell’area ferrarese se molto si è cercato di fare per la Sanità Pubblica, nulla è stato mai improntato a questa visione.  Ciò ha portato -negli anni- anche ad una serie di provvedimenti di forte significato politico ma di fatto privi della possibilità di favorire il salto di qualità. Si pensi alle enorme somme di denaro pubblico spese per il rinnovo dell’ Ospedale di Argenta (in via di trasformazione in una struttura di day surgerye/o di lungodegenza), all’ex Ospedale di Comacchio (perennemente sede di lavori di ammodernamento e riqualificazione), all’ex Ospedale di Bondeno (sono in corso ulteriori lavori di riqualificazione della Casa della Salute). Tutto questo mentre la spinta centripeta verso Cona, data dalle amministrazioni delle due aziende sanitarie ferraresi, è sempre più forte.

A tutto ciò si aggiunga che uno dei problemi più importanti per la Sanità ferrarese continua ad essere la mobilità passiva, extra ma anche intraregionale.

Le strutture pubbliche della città e provincia sono al collasso per mancanza di personale per cui si stanno organizzando i transfertdei pazienti anche per certe urgenze (vds. Radiologia Interventistica a Bologna nelweekend).

Al contrario, da molti decenni in Emilia Romagna, regione tra le più virtuose in ambito sanitario, la costanza di rendimento del pubblico non è risultata inficiata da una progressiva crescita del settore privato, che ha avuto opportunità di prosperare coadiuvando il pubblico nelle sue crescenti necessità.

Le aree in cui questi fenomeni, al di là di quanto pubblicizzato o, al contrario, fatto passare sotto silenzio per motivi propagandistici dal governo regionale, si sono resi più evidenti sono le seguenti:

  • Area metropolitana di Bologna
  • Provincia di Modena
  • Romagna

In queste aree geografiche sono presenti molte Case di Cura accreditate, convenzionate e non. Di proprietà di gruppi privatio anche a partecipazione pubblica.

Soprattutto l’ estensione delle convenzioni, sebbene qui realizzata con mano meno prodiga rispetto alla Lombardia, ha consentito di ben assorbire l’ urto delle necessità relative alle liste di attesa oltre che di varie tipologie di ricoveri, nonché di agire favorevolmente in senso occupazionale offrendo opportunità alle diverse figure del settore.

In particolare l’ integrazione Pubblico-Privatopuò agire a vari livelli: diagnostica,di laboratorio e radiologica; ambulatoriale specialistica; Ospedaliera, posti letti internistici, lungodegenza post-acuzie, attività chirurgica.

Le particolari situazioni della Sanità ferrarese, come descritte, non vanno prese  come fatti contingenti: essi rappresentano le conseguenze evolutive di un’erronea programmazione, di una gestione non scevra di responsabilità (le colpe della quale troppo spesso vengono poi fatte ricadere sulla dirigenza medica) e di una apparente volontà che pare rispondere ad un disegno volto a svuotare progressivamente l’area ferrarese di eccellenze e alto profilo sanitario in genere, a favore di Bologna, per motivi di distanza chilometrica e di appartenenza alla medesima “area vasta”.

Quella stessa Bologna che potrà poi assorbire l’ urto della nuova mobilità attiva non solo grazie ai volumi e alle potenzialità quali-quantitative dei suoi ospedali pubblici, ma anche attraverso la rete di supporto garantita dalla quelle strutture private casualmente e simbolicamente ubicate in buona parte nella cintura dei suoi viali di circonvallazione e dei suoi colli.

Chi si appresta a fare il sindaco deve governare bene la materia, negli ambiti istituzionali confrontarsi con i vertici della sanità e pretendere qualità, appropriatezza, servizi. La salute è un diritto sancito dalla costituzione

Per quanto sopra si rende necessario:

  • Che il Sindaco, in quanto Presidente della Conferenza Socio Sanitaria, svolga una funzione di valutazione attiva e di garanzia al fine di risolvere in maniera definitiva la Criticità relativa al Coordinamento funzionale della due Aziende Sanitarie Provinciali che spesso vanno in competizione di ruolo disattendendo nei fatti alle indicazioni regionali
  • Che l’Ospedale di Cona svolga in pieno il suo ruolo di Hub a livello provinciale
    • ridiscutendo alcune prestazioni  che stanno venendo trasferite  a Bologna,
    • riportando a Ferrara le eccellenze sanitarie attualmente in altre realtà
    • rivedendo la politica sulle risorse umane
    • rimotivando il personale sanitario e non.
  • Che l’Ospedale di Cona sia reso fruibile all’utenza con parcheggi gratuiti rivedendo come diversamente utilizzare i fondi della Regione per i parcheggi
  • Che siano abbassate le liste di attesa delle prestazioni critiche con definizione di elevati standard di qualità mediante l’attivazione, con fondi regionali o comunali, di programmi pubblici governati da una Commissione Comunale di Monitoraggio
  • Che sia attivata e potenziata l’Area della Riabilitazione con definizione di un polo di eccellenza presso l’Ospedale di Cona
  • Che siano attivati percorsi sanitari di eccellenza utilizzando appositi accordi convenzionali con figure di eccellenza dell’Università in grado di apportare un contributo qualificante all’assistenza ed alla ricerca
  • Che siano previste risorse comunali per finanziare progetti coinvolgenti le Aziende Sanitarie e l’Università con finalità sociali, assistenziali ed ecoambientali
  • Che si lavori per un totale cambiamento della politica locale verso la Sanità Privata avviando un nuovo tipo di dialogo con imprenditori privati che si diano disponibili ad offrire, facendosi carico della gestione, servizi per i quali è in aumento la mobilità passiva. La collaborazione che il privato deve saper offrire dovrà essere improntata alla qualità, alla efficienza e alla sostenibilità. Questo possibile cambiamento ruoterebbe attorno all’apertura di convenzioni per attività ambulatoriale specialistica, di laboratorio e radiologica, modulata sulle necessità espresse dalle liste di attesa. A ciò potrebbe far seguito l’incentivo a creare, e potenziare dove già esistente, la disponibilità di posti letto in strutture a carattere ospedaliero, strutturando accordi anche per l’attività chirurgica. In particolare, in questo ambito, le società private interessate troverebbero l’ opportunità ad investire risorse per potenziare ed ammodernare il proprio strumentario diagnostico e tecnologico in genere. Tutto ciò fungerebbe da volano per l’ occupazione, attraendo professionisti con prospettive di vario tipo in base al profilo curriculare.

Relativamente all’Assistenza Sanitaria e Socio-Sanitaria  nel territorio, per realizzare gli obiettivi prioritari della politica sanitaria nazionale (Cronicità, Prevenzione Vaccinale, Accesso improprio al Pronto Soccorso, Governo delle liste d’attesa e Appropriatezza) è fondamentale il coinvolgimento e la partecipazione dei Medici di Medicina Generale (Assistenza Primaria e Continuità Assistenziale), degli Specialisti, dipendenti o convenzionati, degli Infermieri, che al pari del Medico di Medicina Generale, può assurgere al ruolo di Infermiere di Famiglia, e degli operatori Socio-Sanitari.

Queste figure, operando all’interno delle forme associative previste dalle norme Nazionali, Regionali e Aziendali, oltre che rispondere alla cronicità e alle fragilità, potranno assicurare estensività e prossimità, territorialità, accessibilità ed equità nonchè proattività nella intercettazione del bisogno.

LA CRONICITA’ è un grande problema e una grande sfida per i territori e chi li governa. La gente, le famiglie hanno bisogno di risposte e spesso sono lasciate sole.

Le malattie croniche(come patologie cardiovascolari e respiratorie croniche, diabete, tumori, patologie neurologiche, ecc) costituiscono nei Paesi sviluppati uno dei principali problemi di sanità pubblica, in quanto sono le prime cause di morbilità, invalidità e mortalità con un evidente impatto sociale in termini di gravità, diffusione e costi.

In Emilia Romagna (soprattutto a Ferrara) le persone affette da malattie croniche sono pari a circa il 30% della popolazione, una proporzione destinata ad aumentare nei prossimi anni.

In questo gruppo di pazienti aumenta sempre più il numero delle persone in condizione di cronicità sociosanitaria (anziani non autosufficienti, persone con disabilità, persone affette da dipendenze da sostanze, etc.), stimabili attualmente in circa 250.000.

Se si considera che le malattie croniche in Emilia Romagna incidono per più del 70% sulla spesa sanitaria globale, si comprende come il tema sia cruciale per l’amministrazione regionale e per le amministrazioni locali, che richiedono una programmazione dedicata, anche per essere vicini ai cittadini e alle famiglie.

L’evoluzione del sistema sociosanitario regionale (SSR), ribadisce l’orientamento alla presa in carico della persona nel suo complesso, nel rispetto della libera scelta, e promuove l’integrazione operativa e gestionale tra erogatori dei servizi sanitari, sociosanitario e sociale.

Per l’espletamento dei compiti relativi al ruolo del MMG, in particolare nell’ambito della Cronicità ma anche della Prevenzione Vaccinale, è fondamentale l’integrazione col ruolo dell’Infermiere. E’ pertanto indispensabile assicurare l’integrazione con le figure infermieristiche, attraverso l’attivazione o il potenziamento dell’attività infermieristica delle Medicine di Gruppo e l’attivazione di Ambulatori Infermieristici della Cronicità.

Nelle sedi periferiche delle organizzazioni potranno essere fornite prestazioni come Centro Unico di Prenotazione (CUP), Punto Prelievi, distribuzione dei referti di diagnostica di laboratorio, distribuzione diretta dei farmaci nell’ottica di una presa in carico dei pazienti cronici, avvalendosi del personale amministrativo e infermieristico anche se alle dipendenze delle Aziende USL.

Altro aspetto del territorio è l’Assistenza Domiciliaredei pazienti non autosufficienti o a casa propria o all’interno di strutture a questo dedicate.

 

 

FOCUS SPORT

  • Estendere e garantire il “DIRITTO AL MOVIMENTO”, l’accesso alla pratica sportiva a tutti,“NESSUNO ESCLUSO”,
  • WELFARE, LO SPORT E’ IL BENEFIT PIU’ RICHIESTO.
  • PROMUOVERE LA PARTECIPAZIONE NELLA CITTA’ FAVORENDO LA COESIONE SOCIALE.
  • INCENTIVARE FORME DI RELAZIONE DIRETTA TRA SOGGETI SINGOLI E COLLETTIVI FORMALI ED INFORMALI: individui, associazioni, gruppi, servizi pubblici, privati e del privato sociale per rispondere alle esigenze espresso
  • NUOVA MODALITA’ DI DIALOGO CON LA COMPONENTE ISTITUZIONALE SPORTIVA.
  • LA PRATICA DELLO SPORT E’ UN DIRITTO DELL’UOMO:
  • OGNI INDIVIDUO DEVE AVERE LA POSSIBILITA’ DI PRATICARE SPORT SECONDO LE PROPRIE ESIGENZE ED ANCHE IN ASSENZA DI POSSIBILITA’ ECONOMICHE.
  • RECUPERO, VALORIZZAZIONE E POTENZIAMENTO DELL’IMPIANTISTICA SPORTIVA E DEGLI SPAZI ALL’APERTO.
  • NUOVE MODALITA’ DI COGESTIONE.
  • REPERIMENTO DI RISORSE ECONOMICHE.
  • RIORGANIZZAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI.
  • NUOVI MODELLI DI GESTIONE.
  • VALORIZZARE LA FIGURA DEL LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE E MIGLIORARE L’EDUCAZIONE ALLO SPORT.
  • INVESTIRE SULLE RISORSE UMANE.
  • PROGETTAZIONE DELLA CITTA’ DELLO SPORT.
  • POTENZIAMENTO DEGLI EVENTI SPORTIVI E PROGRAMMAZIONE ANNUALE DELLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE.

Il programma: l’analisi e le proposte

Va costruita una “RETE” di territorio dove il C.O.N.I, le Federazioni, gli Enti di Promozione Sportiva, le associazioni, gestori privati, società sportive, riprendano e ricostruiscano un tessuto sociale di “paese” che crei collegamenti; “SINAPSI” attraverso le quali passano comunicazioni, messaggi, solidarietà, sicurezza e difesa del proprio territorio rafforzando la coesione sociale contro la diffidenza del vicino.

Per le fasce più deboli della popolazione si propone di istituire un sistema da affidare ai Servizi alla Persona in condivisione con l’Assessorato allo Sport e Società Sportive e Scuola in modo che anche alle famiglie meno abbienti si possano permettere la possibilità di fare praticare attività sportiva ai propri figli, per allargare la base attiva contro l’esclusione e la sedentarietà. Il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado va incentivato e promosso.

Per il grande patrimonio impiantistico comunale dopo i grandi impianti (stadio, piscina Beethoven, Parco Bacchelli.) che hanno rilevanza economica, va completato il recupero della cittadella dello sport e del resto del patrimonio, con particolare attenzione alla possibilità di creare e riqualificare una seconda Cittadella dello Sport nella zona Sud della città, recupero del Palaghiaccio, dove già esistono importanti strutture ( P.G.F, Piscina Beethoven, Palasport, Parco dell’ Amicizia) attraverso il coinvolgimento diretto delle società sportive e/o dei privati interessati; in tal senso ci impegneremo affinché la regione completi la legge regionale sullo sport attraverso l’istituzione di un fondo rotativo per la ristrutturazione degli impianti sportivi di quartiere per offrire facilitazioni per l’accesso al credito con contributi in conto interesse e garanzie per le piccole  e medie società sportive.

PRIORITA’ D’INTERVENTO:

Impiantistica sportiva comunale

  • Investimenti per l’accessibilità di tutti gli impianti comunali (abbattimento barriere)
  • Piano d’investimenti per la sicurezza nell’impiantistica di base
  • Riconversione degli impianti tradizionali (es: campi di calcio e baseball o football) dove necessario per ridare fiato alle società sportive di quartiere
  • Le Palestra all’aperto: valorizzare la città camminabile/ciclabile, le mura, il parco urbano, la darsena, il grande fiume.
  • Istituzione di un Ufficio “concessioni impianti sportivi” da affiancare all’ufficio contratti per la specificità dell’argomento
  • Ferrara: modello di Active City Progettualità europea di valorizzazione della ciclabilità/camminabilità urbana
  • Gli Eventi Sportivi piccoli e grandi: volano economico e sociale per tutto il territorio

Per raggiungere gli obiettivi di premessa le risorse pubbliche vanno prioritariamente investite nella tutela del diritto di accesso alla pratica sportiva e al benessere dei cittadini; lo spettacolo, lo sport di vertice, che rappresenta interessi economici di rilievo deve vedere coinvolta l’amministrazione per le parti di propria competenza, gli impianti di proprietà e come “facilitatore” di percorsi che agevolino l’impresa economica favorendone la ricaduta sul territorio.

Ferrara oggi conta un patrimonio di oltre 120 impianti sportivi di proprietà comunale.

Occorre rafforzare gli uffici comunali formando personale e istituzionalizzando un ufficio gare competente in ambito sportivo e di promozione sociale (un mondo molto particolare con deroghe e specificità molto diversi dall’ordinaria amministrazione spesso con differenze anche all’interno delle stesse discipline) utilizzando i nuovi bandi per avviare nuovi modelli di gestione, premiando l’aggregazione e la trasversalità, favorendo una maggiore efficienza economica e una più spiccata responsabilizzazione dei soggetti gestori.

Alcuni impianti possono essere oggetto di una riconversione ad uso più poli-sportivo o persino ricreativo, creando i presupposti per incrociare più esigenze (immaginare un campo da dedicare al cricket, o una pista per mountain bike e BMX, skate-park, fino ad aree di sgambamento cani o orti condivisi laddove i campi risultassero sottoutilizzati).

Vogliamo effettuare un vero “censimento” degli impianti, del loro uso, delle necessità e mettere il cittadino, attraverso lo sport e la socializzazione, al centro dell’azione di governo: attraverso il rapporto positivo e virtuoso con i cittadini opereremo per il loro benessere e per la loro sicurezza in città “standogli vicino” e vivendo con loro, non aumentando le loro paure e spingendoli ad uscire dal guscio

Molti impianti riescono a garantire un ritorno commerciale importante tale da consentirne e finanziarne l’ammodernamento sul piano strutturale: non è forse l’ora di ipotizzare percorsi per alcune realtà consolidate, che consentano alle società sportive più virtuose, di esprimere una maggiore capacità di responsabilizzazione ed autonomia ed eventualmente di farsi carico in toto di quei centri, garantendo loro tempi di gestione sufficienti a programmare le gestioni ed a offrire occasioni di lavoro a chi esce dal Liceo Sportivo o da Scienze Motorie  Sportive.

Ferrara ha già nel suo DNA storico le potenzialità per essere considerata una “active city”, ovvero una città a misura di pedoni e ciclisti, sfruttando e promuovendo in modo più incisivo questa caratteristica locale. Ferrara è stata una delle prime città d’Italia ad introdurre le aree pedonali e le zone traffico limitato nei centri urbani: oggi sarebbe opportuno studiare un sistema di zone traffico limitato anche in ambito extraurbano per garantire percorsi pedonali, ciclistici e turistici protetti, per sportivi e non.

L’impianto natatorio di via Bacchelli appena assegnato dovrebbe essere il punto di riferimento per qualificare i servizi e le potenzialità dell’area del Parco Urbano. Per questo oltre alla ristrutturazione in corso sarebbe necessaria una riflessione “urbanistica” rispetto alla mobilità e all’accessibilità dell’intera area (illuminazione, autobus fino al CUS, costruzione di una rotonda per facilitare l’accesso).

Lo stadio Comunale “Paolo Mazza”, grazie agli sforzi (soprattutto quelli iniziali) dell’amministrazione e della Società Spal, è un gioiello di cui la città deve essere orgogliosa.

Gli Eventi Sportivi: Ferrara ne ospita tanti e altri ne potrebbe ospitare: assieme alle associazioni ed agli enti, con le associazioni degli albergatori vogliamo studiare un piano di sviluppo mirato di manifestazioni ed esibizioni sportive che possano portare un ulteriore sviluppo turistico alla città.

Lo SPORT può essere un volano occupazione formidabile se trova la sua strada: etica e formazione per un lavoro che i giovani di domani possono avere come obiettivo.

 

FOCUS MINORI

Il programma: le proposte

Per la Tutela dei Diritti dei Minori in affidamento endo ed etero familiare:

  • Relazione semestrale sulla trasparenza dei costi sugli affidamenti dei minori fuori famiglia e sulle condizioni degli MSNA (minori stranieri non accompagnati)
  • Trasparenza delle informazioni e costituzione di una Banca dati sugli affidamenti e le adozioni per l’informazione in tempo reale;
  • Protocollo tra Comune, Assistenti Sociali e Ordine degli avvocati rivolto a una maggiore collaborazione;
  • Inclusione nei contratti di concessioni e apertura di alloggi per minori in situazioni etero familiari della clausola che permetta ai consiglieri comunali di visitare i luoghi dove sono alloggiati senza preavviso;
  • Mantenimento del Centro per le Famiglie;
  • Istituzione di un albo delle “famiglie affidatarie” di minori bisognosi di assistenza e aiuto in situazioni etero-familiari;
  • Trasformazione degli attuali servizi residenziali per minori da comunità alloggio a comunità di consulenza per le famiglie in ottemperanza al principio “Mai più un bambino in comunità”;
  • Inserimento del codice deontologico degli assistenti sociali come Regolamento del Comune di Ferrara;
  • Registro della bigenitorialità. L’istituzione del Registro dà applicazione al principio che garantisce il diritto soggettivo del minore di vedere egualmente coinvolti i genitori, sia in pendenza di giudizio di separazione o divorzio, che successivamente alla conclusione dello stesso, nelle decisioni relative alla sua salute, educazione ed istruzione. L’iscrizione al Registro non ha rilevanza ai fini anagrafici ma consente di far comparire il minore, residente nel Comune di Ferrara, come domiciliato presso le residenze di entrambi i genitori. In questo modo, le Istituzioni che si occupano del minore possono conoscere i riferimenti di entrambi i genitori, rendendoli partecipi delle comunicazioni che riguardano il figlio.
  • Protocollo ASL e ASP per ottimizzare tutti gli aspetti di collaborazione sul territorio.

 

 

FOCUS ANZIANI E ADULTI CON DISABILITA’

Il programma: le proposte

  • Opportunità di co-housing per anziani autosufficienti soli. Ci sono ormai tante esperienze in giro che dimostrano che il co-housing è un progetto positivo poiché riduce l’isolamento sociale dell’anziano ed aumenta la sua resilienza diminuendo anche il ricorso a farmaci in generale e antidepressivi in particolare.
  • Protocollo tra ASP e Tribunale per gli Amministratori di Sostegno;
  • Istituzione di un numero verde di emergenza per anziani e agevolare gli anziani non autosufficienti alla fornitura di dispositivi di chiamata di emergenza
  • Promuovere e sostenere con tutti gli strumenti e le modalità possibili la formazione continua degli assistenti sociali e degli educatori in funzione di specializzazione del servizio.
  • Protocollo ASP-Azienda Ospedaliera-ASL finalizzato al rafforzamento della rete di sostegno dell’anziano e del disabile

 

 

FOCUS WELFARE

  • Creazione dello Sportello sociale per organizzare la rete welfare sul territorio: una regia unica che sappia definire la strategia e coordinare le risorse e gli attori. Un sistema poliedrico che sappia – mobilitando le risorse necessarie a seconda del bisogno da soddisfare – sostenere tutti i tipi di poverta, disabilità, svantaggiati.
  • Applicazioni di tecnologie abilitanti smart city, in particolare nella cura e nel dialogo con le periferie.

 

Il programma: l’analisi e le proposte

A Ferrara ci sono tanti bisogni insoddisfattida parte dell’azione pubblica. Il progetto di “Italia in Comune-Ferrara Concreta per Bova sindaco” prevede la costruzione di una retetra le tante associazioni per soddisfare i tanti diversi bisogni impegnando l’Amministrazione a fungere da regia, da soggetto coordinatore di una parte molto importante del welfare locale, attraverso competenze dei propri ufficio. Anche utilizzando soluzioni tecnologiche abilitanti.

Non siamo a favore di assistenzialismo fine a se stesso, ma riteniamo necessario organizzare le tante forze di volontariato del terzo settore per dare risposte efficaci ed efficienti. Se l’Amministrazione attiva il terzo settore, il volontariato cattolico e laico, riesce a dare buone risposte di welfare. Ad esempio sostenendo le associazioni che vanno in giro a soccorrere le persone in stato di bisogno e rimarcando la presenza e la vicinanza dell’Amministrazione Locale ai cittadini attraverso le associazione e il volontario.

Occorre affrontare il tema delle nuove povertà (famiglie, individui, malati, anziani): con le diseguaglianze che sono cresciute negli ultimi dieci anni seguito alla crisi economica, sono tante le famiglie che sono scese nella condizione di povertà a partire da eventi che nella vita sono ordinari: un lutto da parte di chi produceva reddito in famiglia, un evento traumatico di qualunque tipo può portare ad una condizione di povertà assoluta. E queste situazioni nelle periferie producono maggior effetti negative a causa dell’isolamento delle persone dalla vita sociale.

L’era che stiamo vivendo è quella digitale e quindi esistono tante tecnologie a supporto anche delle disabilità, degli anziani, delle persone sole che si possono sfruttare efficacemente soprattutto ora che il Comune di Ferrara con Sipro hanno un rapporto con la Fondazione Bruno Kessler di Trento per lo sviluppo di Ferrara smart city, di città intelligente.

AREA POLITICHE AMBIENTALI, TERRITORIO, CITTA’, LAVORO

FOCUS ECONOMIA CIRCOLARE

  • La Pubblica Amministrazione non può essere impositiva verso i cittadini e trascurata verso se stessa. Anzi dovrebbe essere virtuosa nel dare esempio: quindi occorre sviluppare la raccolta differenziata presso tutti i suoi uffici ponendosi obiettivi di riciclaggio al 100% degli scarti di carta e plastica
  • Incentivare ulteriormente la raccolta differenziata soprattutto presso gli operatori produttivi-commerciali e presso i privati;
  • Aumentare i contenitori esterni per la raccolta differenziata in tutte le aree della città in prossimità dei maggiori punti di passaggio.
  • Costruire con Hera un percorso che apra delle opportunità di lavoro nell’economia circolare a Ferrara. Soprattutto tramite accordi con Amministrazione Comunale e con Università di Ferrara.
  • L’economia circolare è un settore trasversale su cui la tecnologia digitale ha un campo vastissimo di applicazioni. D’intesa con la Regione e le principali realtà produttive e di ricerca del territorio e UniFE e il Dipartimento di Biotecnologie occorre lavorare per la crescita di un hub tecnologico dell’economia circolare a Ferrara: ricerca su nuovi materiali, tecnologie di riciclaggio, trattamento dei materiali correnti e altro. Anche per attrarre giovani a Ferrara ma soprattutto per trattenerli con opportunità di lavoro qualificato e innovativo.
  • Comune, Regione, CCIAA, associazioni datoriali e imprese private del settore possono condividere risorse per promuovere la nascita di start up tecnologiche di settore per facilitare il raccordo con alcuni attori importanti del territorio come l’Università du Ferrara, Hera e area Montedison.
  • Accordi con gli ordini professionali e le associazioni di categoria per calmierare i prezzi di smaltimento amianto, allacciamenti scarichi in pubblica fognatura, riqualificazione di spazi e piccoli manufatti, installazione fotovoltaico. L’amministrazione comunale fa il governo del territorio promuovendo gli accordi territoriali con le forze produttive/ordini professionali del territorio per agevolare i cittadini nella nella riqualificazione privata. Si crea così un territorio sostenibile, attento all’ambiente, con la leva del lavoro qualificato e di nuovo lavoro.

Il programma: l’analisi e le proposte

“Italia in Comune-Ferrara Concreta Bova sindaco” opera nella consapevolezza che l’ambiente è un bene comune della massima importanza e tutelarlo significa tutelare la vita e il futuro delle prossime generazioni, perché parlare della salvaguardia dell’ambiente significa fare investimenti a lungo termine. Vedere oltre il presente.

Nel 2018 il Nobel per l’economia è stato assegnato a due studiosi che hanno analizzato a lungo il rapporto tra tecnologia, economia e ambiente. Ciò significa che già oggi abbiamo gli strumenti e le conoscenze per operare in favore della tutela ambientale utilizzando le diverse tecnologie disponibili, e inventandone altre, e contemporaneamente facendo crescere l’economia e l’occupazione.

Per fare ciò noi di “Italia in Comune-Ferrara Concreta Bova sindaco” riteniamo che occorra mettere in atto politiche ambientali efficaci e lungimiranti. Anche nel contesto limitato quale è il territorio ferrarese. Facendo a Ferrara tutto quello che è possibile, nel nostro piccolo, per rendere il più possibile la qualità dell’aria, il traffico, l’inquinamento, i rifiuti non più un problema e anzi trasformarli in una risorsa economica. Attraverso l’utilizzo dell’innovazione tecnologica. Non stiamo proponendo la bacchetta magica ma tante piccole soluzioni, attualmente disponibili, per limitare i danni all’ambiente e vivere meglio.

Politiche ambientali e sicurezza del territorio chiama in causa le matrici ambientali: acqua, aria, suolo, energia, rifiuti. Per ognuna di queste politiche specifiche si intrecciano ambiente/nuovi saperi/nuovi lavori.

Il tema dell’economia circolare è oggi assai presente nelle politiche della Comunità Europa e nella letteratura economica poiché i costi del consumo di risorse non rinnovabili portano nel tempo maggiori costi sociali ed economici. L’alternativa risiede nella messa in atto di politiche e azioni/progetti volte alla sostenibilità. Realizzare il cambiamento sostenibile (una vera e propria rivoluzione industriale “verde”) vuol dire produrre nel sistema industriale e nei processi produttivi una trasformazione sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Per costruire un sistema industriale sostenibile occorrono tecnologie per materiali riciclabili, sistemi avanzati di gestione rifiuti, metodi di coltivazione più efficienti (anche attraverso l ‘utilizzo di big data), infrastrutture avanzate per realizzare efficienza/efficientamento energetico. Questo ci porta a considerare l’economia circolare non esattamente come un settore industriale specifico bensì come settore trasversale in cui l’informatica ha il suo campo di azione attraverso tutti i settori dell’economia. La manutenzione del sistema diventa quindi un settore ad alta specializzazione high tech. Al contrario di quanto accade ora, la manutenzione sistematica e sistemica sarà l’attività prevalente e ad alta intensità tecnologica per il prossimo futuro.

 

FOCUS ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

  • Piano integrato tra urbanistica, ambiente, lavori pubblici, edilizia pubblica e privata; e ancora tecnologie digitali abilitanti
  • Programmazione azioni di mitigazione: meno co2 attraverso riqualificazione energetica degli immobili pubblici e privati, produzione di energia rinnovabile, mobilità sostenibile (elettrica, car pooling, car sharing, navette, riduzione rifiuti, no consumo di suolo);
  • Programmazione azioni di adattamento quali per esempio: pulizia sistematica delle caditoie, miglioramento ed investimenti sulla rete idrica per limitare le perdite d’acqua, mappatura e messa a sistema della rete fognaria e revisione dei sistemi di drenaggio acque reflue, monitoraggio dei corsi d’acqua e della portata dei fiumi (in collaborazione con autorità competente), rinforzo degli argini, corridoi verdi e agricoltura diffusa anche in città, ecc.. riqualificazione immobili fragili
  • Monitoraggio degli inquinanti emergenti presenti nel PO (noi beviamo l’acqua del PO). Garanzie ed investimenti sul ciclo integrato dell’acqua.

Il programma: l’analisi e le proposte

Piano per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Ferrara deve diventare città resiliente, resistente agli insulti del clima. Servono politiche di mitigazione(ridurre emissioni di CO2) e politiche di adattamento(strategie per rendere la città sicura di fronte alla mutevolezza del clima). Città capace di essere proattiva, innovativa per mettere in sicurezza chi la abita. Ricordiamo che ogni euro speso per mettere in sicurezza la città fa risparmiare 6 euro che verrebbero spesi nella emergenza. Inoltre tutto ciò permette di risparmiare vite umane e disagi enormi. Occorre pertanto un Piano integrato in cui sistematizzare, azione dopo azione, come prevenire ed affrontare, preparati, gli eventi avversi. collaborazione con aziende private e con i cittadini per scelte sostenibili.

Si lavora per prevenire allagamenti, rischio di frana, rischio idrogeologico ecc. E per rendere edotti i cittadini, oltre renderli consapevoli e partecipi attivamente. Questi Piani sono cofinanziati dalla EU per consentire la messa a punto di politiche e progetti per la sicurezza del territorio e dei cittadini.

E’ necessario un progetto di assicurazioni private contro i disastri ambientali. E tanto altro ancora. I cittadini devono essere coinvolti. Con gli strumenti digitali di cui tutti dispongono, possiamo disporre di una realtà aumentata dove le informazioni possono moltiplicarsi in tempo reale ed essere utili per risposte immediate.

A questo proposito va ricordato il tema della qualità dei fiumi, dell’acqua e il monitoraggio degli inquinanti emergenti. La manutenzione dei fiumi e la qualità dell’acqua sono un altro tema assolutamente rilevante da gestire con le autorità competenti.

 

 

FOCUS POLITICHE ENERGETICHE: ENERGIA PULITA E ACCESSIBILE

  • Continuare nel processo di produzione/autosufficienza energetica attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici (su tetto, dove possibile) e/o di cogenerazione/trigenerazione nei propri locali.
  • Avviare un piano comunale di investimenti finalizzati a stimolare la cultura della sicurezza e a mettere in atto interventi di messa in sicurezza ed efficientamento energetico di tutti gli edifici pubblici di pertinenza comunale, a partire dalle scuole, e anche uffici pubblici, musei ecc per elevare la qualità dei beni comuni. Ciò consentirebbe di:
    • Rivitalizzare un mercato interessante ma asfissiato dai costi ancora sostenuti e dalla scarsa domanda;
    • Migliorare la qualità della vita e la sicurezza di chi vive e lavora in quegli edifici (compresi i giovani e giovanissimi studenti)
  • Tradurre i costi di intervento in investimenti di risparmio in una prospettiva temporale a medio-lungo termine. Promuovere, con iniziative mirate, la costituzione di start up innovative e tecnologiche con la mentorship delle grandi aziende che si occupano di efficientamento (ESCO) e multiutility (Hera).
  • Realizzazione di quanto contenuto nel PAES, piano per l’energia sostenibile del Comune di Ferrara che include anche i comuni di Masi Torello, Voghiera, ecc, nonché le aziende del territorio, l’ospedale, le forze dell’ordine, ecc. Ognuno deve fare la sua parte.
  • Procedere ulteriorimente con la rimozione di amianto dagli immobili pubblici; favorire, anche tramite accordi con associazioni di categoria, ordini professionali, lo smaltimento dagli immobili privati, magari sostituendo con tetti fotovoltaici. Cercare finanziamenti regionali o europei per imprese e cittadini.

Il programma: l’analisi e le proposte

I Conti Energia che questi anni scorsi hanno alimentato il sistema di incentivazione hanno certamente contribuito a costruire un sistema (per quanto sconnesso e a singhiozzo) di produzione e distribuzione dell’energia rinnovabile importante che avvicinail nostro Paese agli obiettivi 20-20-20. Tuttavia per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione il sistema incentivante ha avuto un impatto molto marginale, infatti poche Amministrazioni Pubbliche territoriali hanno investito su impianti di produzione di energia rinnovabile da posizionarsi sui tetti e/o entro i locali della stessa PPAA. D’altra parte è vero che la PPAA può avere un effetto traino di importante valenza economica, sostenibilità ambientale e culturale verso il proprio territorio di riferimento attraverso commesse e servizi innovativi per la produzione e il consumo di energia rinnovabile.

 

FOCUS PERIFERIE

Il programma: le proposte

  • Creazione assessorato sulle periferie.Creare un assessorato specificoo individuare un referente comunale preciso da fare affiancare da un gruppo ristretto di “esperti” (esperti in architettura e pianificazione, finanza di progetto, sociologia) con l’esperienza adeguata per aiutare nella individuazione e selezione delle priorità.
  • Migliorare e potenziare il trasporto pubblico per agevolare gli abitanti delle periferie.
  • Incrementare collegamenti di piste ciclabili tra le zone periferiche
  • Coinvolgimento dell’Università per la realizzazione di progetti innovativi e sostenibili per la valorizzazione delle periferie.
  • Prevedere un posto di polizia distaccato per le zone più a rischio criminalità e per dare maggiore copertura di sicurezza.
  • Facilitare l’apertura di attività commerciali riducendo le impostecomunali(ICA, TARI, parcheggi)
  • Progettare “eventi” da svolgere nelle periferie per creare aggregazione e premiare le attività commerciali presenti (Tornei sportivi, manifestazione musicali, manifestazioni culturali, fiere ecc.)
  • Accesso alle reti FIBRA (Banda larga)

 

 

FOCUS MOBILITA’ SOSTENIBILE

  • Investimenti nella costruzione di piattaforme di scambio intermodaleattorno alla città (posizionate lungo le principali direttrici a maggior intensità di traffico in/out) per consentire il parcheggio e la sostituzione della propria auto con navette, auto alternative elettriche, e-motor/e-bike-sharing …);
  • Un parcheggio scambiatore, grazie ad un accordo con la proprietà, potrebbe diventare il parcheggio fotovoltaico del Polo Chimico.
  • Un numero sempre maggiore di corrieri e di consegne pacchi acquistati on line è presente in città. Occorre accompagnare gli operatori verso la dotazione di mezzi elettrici per circolare dentro le mura alternativi agli attuali mezzi di consegna utilizzati portatori di alto tasso di rilascio di particelle inquinanti
  • Costruzione e allungamento delle piste ciclabilicittadine: via Copparo (dal centro Spal fino a Boara e verso Malborghetto di Boara; congiunzione con via Roiti (parcheggio petrolchimico Sud); congiunzione via Bologna con Chiesuol del Fosso
  • Incentivazione al e-bike/e-motors/e-car sharingnei centri cittadini;
  • Accordo Comune, associazioni di categoria, OOSS, CCIAA, UNIFE e altri soggetti per incentivare e premiare i lavoratori della PPAA e delle aziende private che vorranno aderire all’iniziativa verso i dipendenti che modificano i propri comportamenti con pratiche virtuose di mobilità urbana sostenibile: recandosi in bici al lavoro e/o utilizzando le piattaforme di interscambio modale. Tra i costi del premio e i risparmi sull’inquinamento e la sostenibilità climatica vince la seconda.
  • Riorganizzazione del TPL incrementando le corse e i tratti nelle ore di punta del traffico cittadino;
  • Ferrara, città delle biciclette, deve realizzare un polo di produzione innovativo per i costruttori di biciclette. Un tempo eravamo produttori di biciclette. Potremmo ritornare ad esserlo.
  • Completamento circonvallazione Est
  • Completamento metropolitana di superficieper l’Ospedale di Cona
  • Attivare un tavolo per affrontare il tema del passaggio a livello di via Bologna: a fronte di anni di ritardo nel completamento dei lavori, considerare anche l’ipotesi alternativa di realizzare un sottopasso in tempi più brevi, salvaguardando nella progettazione la posizione dei commercialinti del tratto interessato.

Il programma: l’analisi e le proposte

La mobilità cittadina rappresenta oggi più che mai un problema sotto diversi punti di vista: ambientale, economico, sanitario, sociale, urbanistico, …

L’orografia di Ferrara è tale da poter pensare alle soluzioni più diverse per limitare il traffico nelle città. Sicuramente uno strumento a portata di mano è il potenziamento del trasporto pubblico, ma si possono adottare altre soluzioni a sostegno e in parallelo al servizio di trasporto pubblico (che comunque va rivisto in chiave di minor inquinamento). Le priorità sono sicuramente quelle di limitare il numero di mezzi in circolazione entro le mura e limitare le emissioni di C02 e polveri sottili nel perimetro urbano e periurbano. Per il raggiungimento di questi grandi obiettivi si devono mettere in campo un set di strategie e di azioni che tutte insieme diano dei risultati qualificanti dal punto di vista della salute, della mobilità, dell’economia e della sostenibilità urbana.

 

 

FOCUS RIQUALIFICAZIONE URBANA

  • Riqualificare con un mix di risorse pubbliche nazionali, locali, europee e private l’area della stazione ferroviaria allargata. Un turista che arrivi a Ferrara appena esce dalla stazione ha un impatto di blocco data l’assenza di attività utili all’accoglienza dei turisti. Occorre fare in modo che intorno e davanti alla stazione si insedino attività di ricezione alberghiera.
  • Il grattacielo può diventare un bosco verticale, previo eventuale abbattimento e ricostruzione secondo logiche adeguate.
  • Istituzione di 4/5 percorsi vita attrezzati e moderni attorno alle mura e nelle zone fuori le mura verso alcune direttrici periferiche.
  • C’è bisogno di altre zone verdi (simili al parco urbano Bassani) attrezzate in altri punti della città (ricordiamoci che Ferrara è unica in Europa ad avere delle aree agricole al centro della città e che è patrimonio dell’Unesco): si propone quindi di costruire almeno un altro parco urbano prossimo all’anello della circonvallazione cittadina, che potrebbe essere proprio nella parte sud della città.
  • Riqualificazione urbana e Addizione Verde. Corridoi ecologici per il ripristino della biodiversità
  • Agricoltura urbana e Giardini (sfruttando appositi incentivi statali esistenti)
  • Riqualificazione zona canottieri come porto turistico a Pontelagoscuro
  • Stop al consumo di suolo e recupero di ciò che già c’è: manutenere e migliorare l’esistente
  • Ferrara città delle biciclette ma ha meno piste ciclabili di Ravenna: sviluppo e integrazione di percorsi misti di ciclovie e percorsi navigabili dobbiamo orientare la città verso tutti i tipi di collegamenti soprattutto in direzione del mare e delle riserve e parchi naturali esistenti nell’asse Ferrara-Comacchio (collegamento e integrazione di risorse con Delta2000) individuando e collegando punti di interesse di mobilità lavorativa e di tempo libero e di connessione con le periferie (e tra le periferie).
  • Parcheggi modernamente attrezzati per bici: entro le mura e soprattutto in centro non esiste un parcheggio attrezzato per bici. Se si punta sulla bici come mobilità sostenibile dobbiamo fare in modo che la bici e le relative infrastrutture non siano utili solo per i ferraresi che vivono entro le mura ma occorre puntare ad una rete di collegamenti tra la città e il resto del territorio a vantaggio di chi abita fuori Ferrara e di un turismo sostenibile di cui Ferrara ha tutti le carte per caratterizzarsi (modello Camargue). Sviluppo delle ciclovie integrate ad altre modalità di mobilità integrando la finalità di mobilità intracittadina con quella turistica extracittadina.
  • Trasformare in Campus universitario la Caserma di via Cisterna del follo. Farne un campus. Occorre caratterizzarla come spazio ideale per la destinazione di un campus universitario/giovanile. E’ un immobile di pregio e quindi va destinato ad un utilizzo pregevole e foriero di ulteriori progetti di sviluppo.
  • Ripresa e riutilizzo di immobili dismessi a vantaggio di destinazioni abitative studentesche e di cohousing per giovani, adulti e anziani.

Il programma: l’analisi e le proposte

Occorre definire e stimolare un piano di investimenti principalmente verso progetti importanti di riqualificazione urbana all’insegna dell’accoglienza di tutti e soprattutto per offrire soprattutto ai residenti una città vivibile e esplorabile.

 

 

FOCUS RIFIUTI

  • lavorare con Atersir per il bando di affidamento raccolta e smaltimento rifiuti, attualmente scaduto ed in regime di prorogatio. Riteniamo che occorra porre in essere una reale tariffa puntuale. Nuovi cassonetti interrati o porta a porta per il decoro urbano.
  • Pulizia programmata e continua delle strade, in particolare del centro turistico; multe a chi abbandona rifiuti, sigarette, cacche di cane. La pulizia delle strade rientra in tariffa TARI.

Il programma: l’analisi e le proposte

Monitoraggio del sistema di raccolta dei rifiuti per valutarne la qualità, efficacia ed efficienza e la soddisfazione dei cittadini. È necessario far cessare gli abbandoni e riportare il decoro nella città. Questa è materia municipale, si tratta di un contratto tra amministrazione e cittadini. Il governo spetta al Comune, in accordo con i cittadini. E’ inoltre necessario

 

 

FOCUS SICUREZZA E MANUTENZIONE DELLE STRADE

  • adozione di dispositivi antitrauma (per le strisce pedonali, per semafori, platani, piste ciclabili, ecc) prodotti con materiali riciclati o da pneumatici fuori uso.
  • Asfaltature con asfalto riciclato drenante e anti trauma. Più duraturo, farà risparmiare.

Il programma: l’analisi e le proposte

La riqualificazione con adozione di materiale riciclato porta con sé il paradigma dell’ambiente e della sostenibilità. E dell’innovazione, grazie anche alla nostra Università che può studiare nuovi materiali, nuovi approcci e creare nuovi tecnici, spendibili nel mondo del lavoro.

 

 

FOCUS SICUREZZA E CRIMINALITA’

  • Sala operativa (Control room) unificata e coordinata tra le diverse forze dell’ordine.
  • Rinforzare e sostituire i pensionamenti delle forze dell’ordine
  • Rigenerare deleghe ai Vigili: Vigili in centro storico per liberare forze armate su altri presidi
  • Coinvolgere Associazione Carabinieri e Associazione pensionati per impegnare personale che presieda gli attraversamenti strade all’uscita scolastica liberando in questo modo Vigili che possono essere impegnati in maniera alternativa
  • Case popolari e asili: maggiori controlli.
AREA TURISMO, COMMERCIO, CULTURA, GASTRONOMIA, AGRICOLTURA, LAVORO

Turismo, accoglienza alberghiera diversificata, buona tavola, internazionalizzazione della città, turismo scolastico. Promozione dell’accoglienza alberghiera, della buona cucina; valorizzazione dei nostri operatori dislocati in centro città e nel forese, quali importanti strumenti di richiamo turistico e di lavoro. Internazionalizzazione della città grazie a relazioni dirette con Paesi stranieri, accordi, web. Gemellaggi utilizzati per questo obiettivo. Raccordo tra la periferia ed il centro per un’offerta a tutto tondo di tutto il territorio. Pacchetti anche per il turismo scolastico, gite scolastiche naturalistiche con noleggio biciclette (Pacchetti Bosco di Porporana, il Po, il Museo di Storia Naturale e l’Orto botanico ed altro ancora, magari anche con puntata a Comacchio). No barriere architettoniche ed accessibilità per tutti.  Si possono divulgare e promuovere nelle scuole di tutta Italia ed Estero. Portano importante indotto

Startup della cultura con proposte nuove che includano i giovani e i loro talenti. Magari concedendo in utilizzo spazi pubblici per startup della musica, dell’arte/designer. Immaginiamo pomeriggi musicali, organizzati da giovani musicisti magari nel museo della cattedrale o altro. I luoghi pubblici, patrimonio dei cittadini, in uso ai cittadini. Esempi: promozione di imprese della cultura con giovani musicisti del nostro conservatorio per la realizzazione di appuntamenti quotidiani con la musica in pieno centro. Tutto in maniera molto normale, fa parte della quotidianità, come avviene già in Germania e altri Paesi a noi vicini.

 

FOCUS COMMERCIO

  • Rimborso (a bando) di TARI x attività commerciali con fatturato entro € 100.000;
  • Se il fatturato è inferiore a 50.000€ rimborso anche di IMU (per esercizi commerciali proprietari dei muri)
  • Recupero (con Fondi Europei) vecchio acquedotto dei Bagni Ducali per ricavarne un luogo di ristoro/spa.
  • Costruzione/dotazione di bagni pubblicia tariffa con operatore addetto (disabile? disoccupato? Reddito di cittadinanza con lavoro?). Funzionano e sono un toccasana per i turisti e per il decoro. 0,50 Cent ad accesso, con dotazione igienica.

Valorizzazione dell’area medievale

Sotto l’ex acquedotto in via Alfonso d’Este, davanti ai Bagni Ducali, da studi dell’Agip che negli anni 50/60 ha studiato il territorio in cerca di metano, è emerso un serbatoio naturale di acqua calda (geotermia). Si può recuperare l’opera meravigliosa del vecchio acquedotto per restituirla alla città, insieme a piscine di acqua termale. Ferrara è soprattutto il patrimonio dell’area medievale (Museo Spina, Convento del ciliegio, Bagni Ducali, San Giorgio, Santa Maria in Vado, Palazzo Bonacossi e Marfisa, Tombe Estensi, Schifanoia ecc). Promuovendo questa area si crea turismo non mordi e fuggi ma prolungato con lavoro agli albergatori.

 

FOCUS AGRICOLTURA

  • Agricoltura urbana come politica di mitigazione contro le isole di calore. Fare accordi con imprese locali per promuovere agricoltura/aree Verdi.
  • Adozione aree Verdi del comune date a cittadini, imprese, associazioni) per ridurre la spesa verde pubblico
  • Snellire e semplificare ulteriormente le procedure per il contenimento numerico della fauna selvatica nociva (nutrie) che sfuggita ad ogni controllo popola numerosa gli argini dei corsi d’acqua creando danni importanti al territorio e alle colture.
  • Rivisitazione del regolamento comunale del verde privato (approvato con delibera del Consiglio Comunale n.20/3480 del 10/06/1998 e integrato con delibera n.20/24819 del 05/04/2004 superando il regime sanzionatorio con misure che incentivino la piantumazione di nuovi alberi.
  • Superare la disparità di imposizione fiscale sui passi carrabili che grava sulle aziende agricole che si trovano su strade comunali (tassate) da quelle che si trovano sulle strade provinciali (non tassate).
  • Conferire all’assessorato delle attività produttivedelega all’agricoltura per affrontare i problemi e le necessità di questo specifico settore.
  • Contrastare il consumo selvaggio di suolo agricolo privilegiando il già costruito.
  • Utilizzo dell’area fieristica e/o di altri spazi comunali per convegni mirati alla valorizzazione dell’agricoltura di qualitàin tutti isuoi aspetti, anche attraverso la creazione di eventi ad hoc, magari in concomitanza con eventi di crichiamo nazionale (Palio, Baloons, Buskers).
  • Favorire gli insediamenti di fonti energetiche alternative a supporto dell’agricoltura meno inquinanti in particolare il fotovoltaico, solare termico e le agroenergie (biogas), queste ultime inserite in un contesto territoriale dove va ricercato il consenso della popolazione.
  • Coinvolgere gli agricoltori locali per il manteniumento del decoro della città, in particolare dei bordi stradali e di alcune aree Verdi. Anche la rimozione delle neve ed altre attività si possono affidare agli agricoltori in possesso di attrezzature adeguate e promuoverne la collaborazione anche attraverso sgravi e/o agevolazioni.
  • Puntare con decisione alla valorizzazione ulteriore delle specialità gastronomiche (pane, cappellacci, salama da sugo, panpapato, aglio di Voghiera, vongole …) locali.

Il Comune per le sue competenze in materia di agricoltura può affrontare alcuni punti importanti. Agricoltura, gestione del verde, politiche verdi vanno incrementate e protette perchè sono di vitale importanza per il territorio e per le sfide del clima future. A Ferrara si può coltivare quasi di tutto ed è questa biodiversità che può rilanciare l’economia agricola ferrarese. Ferrara dovrebbe prendere definitivamente atto che i suoi asset di qualità sono l’agroalimentare, il turismo e il territorio. Nel territorio ferrarese sono prodotte eccellenze riconosciute a livello mondiale come le pere abate, le mele fuji, le pesche, le albicocche e le colture estensive.

AREA POLITICHE GIOVANILI, ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ SVILUPPO ECONOMICO E PRODUTTIVO
  • La Caserma di via Cisterna del follo diventa un Campus universitario. Occorre caratterizzarla come spazio ideale per la destinazione di un campus universitario/giovanile. E’ un immobile di pregio e quindi va destinato ad un utilizzo pregevole e foriero di ulteriori progetti di sviluppo.
  • centro di artigiani che trasformino e riutilizzino i materiali scartati per la realizzazione di nuovi prodotti
  • Definire accordi territoriali con i consorzi di recupero (c’è già quello con COREPLA) per ricerca, innovazione, eco-designer sui rifiuti dalla raccolta differenziata (è già dentro il Piano dei rifiuti regionale e Ferrara doveva diventare il centro per il recupero della plastica, vista la sua storia ed il suo Polo chimico).
  • Mettere a disposizioni di giovani aziende artigianali alcuni immobili dismessi per centri di nuovo lavoro in collaborazione e vicinato (coworking). Mappare gli spazi disponibili. Anche privati con sgravi su oneri comunali ed altro ancora.

Il programma: l’analisi e le proposte

Vogliamo che i nostri giovani rimangano e che altri ne arrivino. Come? Attraverso lo stretto legame tra lo studio ed il lavoro che può crearsi a Ferrara. Avviare un processo di riorganizzazione dell’economia e degli stili di vita personali per favorire i percorsi occupazionali dei giovani, farli rimanere o tornare, con le loro appropriate occupazioni in un ambiente dove tutta la città possa definirsi un “Parco Urbano”, contenitore di eccellenze specifiche e di diritti del cittadino. Un ruolo chiave lo rivestono l’Università per la formazione e l’innovazione, in collaborazione con le aziende del territorio e le associazioni di categoria che possono ospitare stage orientati ai nuovi lavori e nuove competenze. Con CAMCOM e UNIFE dare vita ai corsi ITS (terziario non-universitario) post diploma per tecnici altamente specializzati (energia, edilizia sostenibile e riqualificazioni immobili, turismo, agroalimentare, recupero dei materiali, design, altro). Questi gli ambiti su cui puntare. Anche recupero di vecchi mestieri, innovati.

Il nostro impegno sarà indirizzato al governo del territorio pensando sia alla riqualificazione edilizia ed energetica (sfruttando le opportunità degli incentivi o detrazioni fiscali oggi vigenti), alla rivalutazione e sicurezza del territorio, sia ad un ambiente socialmente evoluto in cui la natura torni ad essere il centro di vita per tutti. Rete con associazioni di categoria, imprese, ordini professionali per favorire, anche a prezzi calmierati, interventi privati tesi alla riqualificazione, al miglioramento energetico, alla attenzione in questo modo all’ambiente. Più riqualificazione, meno inquinamento.

Un nuovo modo di fare economia, riuso e recupero, e-commerce, cooperazione decentrata, azionariato e cooperative sociali. Uno stretto rapporto con tutte le risorse del territorio che possano incentivare lavoro. Un’economia che, accanto a quella tradizionale, si basi sul paradigma del recupero dei materiali e del riuso; della produzione di energia rinnovabile e del risparmio energetico e di risorse.

I nostri giovani ed adolescenti oggi se non vanno al cinema o a casa di amici non hanno luoghi di aggregazione. Sono costretti alla solita “vasca” in centro e poi non sanno dove andare.

Nel corso della legislatura individuare e recuperare degli immobili, pubblici o privati in PPT, da mettere a disposizione come centro di aggregazione. Con volontari che mettano a disposizione le proprie professionalità (magari in pensione, professori di lingue, professionisti delle scienze tutte) in una sorta di comunità “verticale” che abbracci generazioni diverse, competenze, conoscenze, strumenti anche utili a generare nuove curiosità nei giovani.

FOCUS IMPRESE, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE

  • Agevolare/stimolare l’introduzione nelle imprese del “innovation temporary manager”, quindi di un manager temporaneo esperto che affianchi l’impresa nei momenti dei cambiamenti produttivi e/o tecnologici importanti;
  • Attivare un programma di stimoli e agevolazioni specifiche che sia interfaccia dell’Università verso le imprese e dell’impresa verso le Università.

Il programma: l’analisi e le proposte

L’innovazione è un processo continuo, costoso e che dà risultati (soprattutto finanziari) in tempi medio-lunghi. Tuttavia è un processo indispensabile se si vuole essere competitivi (non è più possibile ormai essere competitivi sul costo dell’unità di prodotto), migliorare la qualità della vita della comunità, realizzare vantaggi per tutti gli stakeholders dell’impresa e inserirsi nei mercati internazionali.

Occorre quindi costruire un ecosistema locale favorevole all’innovazione mettendo in rete e in connessione il soggetto pubblico (con indirizzi chiari a lungo termine), i centri di ricerca, il sistema produttivo, i soggetti di intermediazione.

AREA AMMINISTRAZIONE LOCALE, BUROCRAZIA

FOCUS BUROCRAZIA, SMART CITY E AMMINISTRAZIONE

  • Amministrazione open data, politiche di genere per il territorio, severo governo locale dei servizi pubblici. Un’amministrazione veloce, eccellente, innovativa, non tiranna che assolve le proprie responsabilità e pretende dai cittadini. Open Governance, Open Data, Open Science per garantire conoscenza, partecipazione, trasparenza e legalità: Agenda digitale (anagrafe, identità digitale, fatturazione elettronica, ecc). Sistematizzazione progetti Smart City e dati disaggregati di genere per politiche tarate sulle necessità reali delle donne e degli altri soggetti sociali. Servizi pubblici e governance (programmazione, investimenti, acquisto e controllo dei servizi) locale.
  • Sperimentazioni di empowerment sociale. Esempi: dematerializzazione e dati informatizzati di tutto l’agire amministrativo, aperti per infinite elaborazioni e valutazioni. Dati dai quali ricavare indicazioni per politiche di ogni genere, sistematizzazione delle tecnologie smart al servizio dei bisogni della città.
  • Dipendenti azionisti dei successi aziendali. Programmazione, acquisto e controllo delle prestazioni, tariffe ed investimenti dei servizi pubblici locali in mano all’amministrazione locale. Agenzia di regolazione non più accentrata in Regione ma in contatto con il territorio.
  • Il ruolo del Comune non è quello di garantire il rispetto delle tempistiche, ma snellire e velocizzare le pratiche per alleggerire gli utenti/cittadini dall’eccesso di burocrazia. Bisogna intervenire sull’organizzazione ed efficienza degli uffici e dei regolamenti amministrativi.
  • Nella sfera discrezionale della P.A. il Comune dovrà intervenire per semplificare gli adempimenti a carico degli utenti, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese ed attività produttive, mediante protocolli ed intese con associazioni rappresentative del territorio ferrarese e l’istituzione di un osservatorio sulle semplificazioni della P.A.
  • Semplificare la tassazione e l’imposizione fiscale locale

Il programma: l’analisi e le proposte

Comunicazione, partecipazione, trasparenza, legalità, rapporti con la stampa locale permettono crescita comune, controllo, collaborazione tra il pubblico ed il privato, giustizia sociale. Evitano la corruzione, l’illegalità, la prevaricazione, l’autoreferenzialità, il nepotismo. Fanno più forti le comunità e gli Stati, conferiscono rigore, che oggi la politica ha abbandonato per sposare l’interesse privato, la corruzione, l’oscuro. Libertà di espressione e di stampa. Rapporti sempre più saldi con la stampa per il prezioso lavoro che svolge al servizio della legalità e della democrazia.

Europa e rapporti internazionali per sviluppare politiche comuni, solidali e opportunità per tutti. Esempi: fondi europei, innovazione di governance, ricerca, ed altro ancora. Europa e I Fondi europei. Programmazione e progetti europei. Dedicare maggiore attenzione a queste risorse e mettere più risorse umane esperte nella progettazione europea per attrarre più Fondi da impegnare nelle diverse attività e progetti a supporto dell’Amministrazione Locale.

Una leva importantissima per l’ottimizzazione delle risorse è rappresentata dalla semplificazione amministrativa. Il superamento delle lentezze degli uffici della Pubblica Amministrazione (PA) per l’espletamento delle pratiche di cittadini ed imprese è una condizione necessaria e sufficiente affinché Ferrara diventi una città appetibile per gli investimenti, per accrescere il numero di attività commerciali, produttive e il turismo.

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